L'INVECCHIAMENTO DELL'ITALIA

02.08.2010 15:44

L'Italia "invecchia". È il secondo paese più anziano in Europa dopo la Germania. Secondo l'Istat nell'arco dei prossimi quarant'anni la speranza di vita per gli uomini potrebbe aumentare fino a superare gli 84 anni, per le donne gli 89 mentre il numero dei giovani fino a 14 anni potrebbe ridursi a 7,9 milioni, pari al 12,9 per cento della popolazione.

Gli indicatori strutturali e di carico demografico, stimati per l'anno preso in considerazione, confermano, registra il rapporto, «un quadro di forte invecchiamento della popolazione residente» (le persone di 65 anni e più rappresentano il 20,2 per cento della popolazione); una crescita complessiva della popolazione del 5,7 per mille (si superano i 60 milioni di residenti solo grazie all'apporto della popolazione straniera) ed un livello di fecondità (numero medio di figli per donna pari a 1,41) che, seppur in ripresa dagli anni novanta, ancora non consente di mantenere almeno costante la consistenza demografica. Forte è lo squilibrio generazionale: il rapporto di dipendenza tra le persone in età inattiva (0-14 anni e 65 anni e più) e la popolazione che «teoricamente» si fa carico di sostenerle economicamente (15-64 anni) è passato dal 48 al 52 per cento in dieci anni, a causa del peso crescente delle persone anziane (da 27 ogni 100 in età attiva nel 2000 a 31 nel 2009).
In base alle recenti tendenze demografiche uno scenario «verosimile» nell'arco dei prossimi 40 anni porta a prevedere, si legge, che il numero medio di figli per donna possa crescere fino a 1,58 nel 2050; la speranza di vita aumentare fino a raggiungere gli 84,5 anni per gli uomini e gli 89,5 per le donne; il numero dei giovani fino a 14 anni ridursi a 7,9 milioni (il 12,9 per cento della popolazione); la popolazione attiva contrarsi a 33,4 milioni (54,2 per cento) e quella degli over 64 salire a 20,3 milioni (da uno su cinque a uno su tre residenti nel 2050). Cambiamenti, questi, che potrebbero accentuare «ulteriormente lo squilibrio generazionale: l'indice di dipendenza degli anziani (ultra 64enni sulla popolazione in età attiva) potrebbe raddoppiare (61 per cento) e l'indice di vecchiaia salire a 256 anziani ogni cento giovani».